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Vincenzo Latronico: Una splendida rovina (Hardcover, Italiano language, Einaudi) 5 stars

Due trentenni si incontrano, si innamorano, e in quello slancio decidono di inseguire un sogno: …

Di casa e amore

5 stars

'Una splendida rovina' potrebbe essere il seguito di 'Le Perfezioni' e, in modo un po' curioso, e' anche il suo opposto. Non solo a livello di titolo, ma anche di stile narrative: se Le Perfezioni era una cronaca senza monologo interiore o emozioni, qui abbiamo il racconto di un narratore che si ferma di continuo per avvertirci che le vite non hanno una trama, e che il filo ce lo mettiamo noi col senno di poi. Latronico si diverte anche a dosare le informazioni: 'se vi avessi detto fin dall'inizio come stanno le cose, mi avreste giudicato male', dice ad un certo punto il narrratore.

Il contesto sociale, invece, e' proprio lo stesso de Le Perfezioni, ovvero il mio, o perlomeno il mio fino a 5 anni fa: millenials che hanno vissuto 'in giro', parte di una classe privilegiata ma economicamente precaria, iper-urbanizzati ma attirati dall'idea della campagna, dal lavoro fisico e di una vita piu' comunitaria. Nell'entusiasmo di un nuovo amore, il narratore decide di provarci: comprare una casa enorme in Mecklemburg-Vorpommern, ristrutturarla e transformarla in un rifugio per gente come loro, come me. Fin dalle prime pagine, sappiamo che le cose finiranno male, e quello che rimane da scoprire e' come e perche', ma se la vita non ha una trama tanto meno ha variabili indipendenti: quando le cose vanno a rotoli, i perche' sono tanti.

Mi e' piaciuto molto. Piu' delle perfezioni, un po' perche' evita il cinismo ed riesce ad 'umanizzare' la figura del millennial berlinese, senza pero' romanticizzarla. E un po' perche' mi sembra che abbia un respiro un po' piu' ampio, per cosi' dire, connettendo la storia privata or al massimo generazionale a questioni attuali, come la casa, le spaccature tra Germani Est e Ovest, e tra campagna e citta', e l'ascesa della destra neonazista.